Recensione dell’Isola che Non c’era

Grazie  Fabio Antonelli per la recensione!

http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/berlino-new-york-citta-del-messico/

 

Riporto un estratto del pezzo pubblicato sull’Isola che non c’era:

…Il disco si può definire di fattura artigianale e per questo pregevole, suona prettamente acustico, ci sono chitarre, un basso e qualche altra misurata presenza qua e là secondo uno stile minimalista. Sarà forse anche per quella voce un po’ roca e apparentemente stanca che ha Stefano Amen, un po’ per quel sound dolente sospeso tra blues e west coast ma questo disco si lascia ascoltare con estremo piacere.

Tra i brani più interessanti ci sono senza dubbio Crack in cui Stefano sa cogliere molto bene le contraddizioni del nostro mondo occidentale grazie alla sua garbata ironia, la lenta e desolata title-track in cui troviamo tutta l’amarezza che può derivare da sogni e miti infranti; infine la breve, quanto intensa e ambigua Criminali in cui è decritta, con pochissimi tratti, una donna «pronta a esser presa da mani curiose e criminali».

Certamente un ascolto stimolante, per un artista da tenere in considerazione e seguirne gli sviluppi….

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