due poesie

Dove è normale parlare
La parola è lucore
Luce tenue, fredda, pigra
In poesia è fiamma e soona
È piramide in mezzo alla città de Roma
In tutto il mio organismo,
Totale in frutto, o miasmo
Grazia e rudimento
Fattura di movimento
Fermo la schiena mi esplode
Ferme meningi sprofondano paurose

Italia

Ignorante e assurdo spirito di abnegazione

E

Pigra, debole e ipocrita ignoranza

Non è mai di Bukowski ma piuttosto

Calvino

Questa aria fresca che sentiamo

Correndo giù con le bici

Scassate 

Sulle discese infinite liguri

E non sarà certo la velocità americana della corsa e dell’attore

Ma la storiella romana 

Di Moravia ancora

Che ci stringe i pugni di incontenibile

Gioia

Non sarà il rancore di Conrad ad accompagnarci

Ma l’innamorata,

accorata analisi strepitosa

di un nuovo PPP se ci farà sentire. 

Ché spesso in Italia è proprio sentire che ti fa capire.

Voi come state?

GIUDA

Quello che cerco

è di trasformare,

anche per sublimazione poetica,

l’odio che ho per gli altri

in amore

ma conservando

il più critico e lucido

ODIO verso il nostro sistema

e verso la nostra società

ingiusta e disumana

che tutto ha sacrificato

in nome del mercato.