La porta (Simone Weil)

La porta
(Simone Weil)

Aprite la porta, dunque, e vedremo i verzieri,
berremo la loro acqua fredda che la luna ha traversato.
Il lungo cammino arde ostile agli stranieri.
Erriamo senza sapere e non troviamo rifugio.

Vogliamo vedere i fiori. Qui la sete ci sovrasta.
Sofferenti, in attesa, eccoci davanti alla porta.
Se occorre l’abbatteremo con i nostri colpi.
Incalziamo e spingiamo, ma la barriera è troppo forte.

Bisogna attendere, sfiniti, guardare invano.
Guardiamo la porta; è chiusa, intransitabile.
Vi fissiamo lo sguardo; nel tormento spingiamo;
noi la vediamo sempre, gravati dal peso del tempo.

La porta è davanti a noi; a cosa serve desiderare?
Meglio sarebbe andare senza più speranza.
Non entreremo mai. Siamo stanchi di vederla.
La porta aprendosi liberò tanto silenzio.

Che nessun fiore apparve, né i verzieri;
solo lo spazio immenso nel vuoto e nella luce
apparve d’improvviso da parte a parte, colmò il cuore,
lavò gli occhi quasi cechi sotto la polvere.

Ottalogo per essere più forti

  1. Ogni uomo ha diritto a una seconda occasione, fino a otto non di più, all’ottava sarebbe già la prima ripetizione
  2. Ogni uomo ha il diritto di vivere senza essere giudicato, i suoi più gravi crimini saranno Poi giudicati
  3. Ogni uomo ha il diritto di godersi il frutto del proprio lavoro sapendo che il denaro reca seco una responsabilità gravosa
  4. Ed io come uomo ho il dovere di non giudicare un altro uomo poiché questo è errore enorme e fonte di rabbia
  5. Come marito non dico perché incomprensibilmente a tua moglie stava bene così, cosa che causa non pochi problemi
  6. E’ come padre che avrei molte cose da dire e di cui lamentare, cosa che causa non pochi problemi
  7. Ma voglio lasciare stare non fosse altro perché io padre non sono e non sarò, ecco uno dei problemi
  8. Sento però che non si è così Padre. Il Padre è tutt’altro.

Stefano dimostri meno anni

Dio ti prego

Liberami

Lasciami invecchiare

Vinciamo assieme

Il nostro stallo

Purghiamo la noia

Della nostra versatilità

 

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Attento:

Attenzione: Hanno puntualizzato: “La verità è che siamo più onesti di quanto pensassimo”; chissà cosa pensavano.
venerdi 29 Agosto

 

https://www.facebook.com/events/694033310684369/

Attento:

Attento:
I pochi alberi più vicini finiscono per rappresentare tutta la foresta.
Venerdì 29 Agosto

https://www.facebook.com/events/694033310684369/?ref=22

Tessiture II

6
Anche guardati
Nei movimenti
Come di che dispone di un telo
E muove con dolcezza e cura
A lasciare di fuori la sabbia
7
Non è la vita
A dover essere eterna
Questo no, è sacrilego
Ma la visione di un uomo
Esemplare
Qulla si è eterna
La sua vita è
Completa di senso
8
Storia
Della tua
Volontà
Nel mondo

Tessiture

1
Cerco di vivere
Alla meno peggio
In cima alle
Mie profondità
2
Del pomodoro
I suoi semi
Della ciliegia
Il nocciolo
Del vento
La sua paralisi
3
Cosa ha
Di veramente buono
La poesia come la musica?
È il suo fluire
Come acqua
4
Il contatto grossolano
Con le pareti,
Gli oggetti e le pietre

Questo cerco
Ecco perché
Mi si stracciano le vesti
5
Il mare, come la tempesta,
Come gli uomini e la loro disonestà
Piace guardarla da lontano

Davide Tosches – Il Primo giorno d’Estate

Prima serata 8 maggio La7

Modelli in omologazione con barbetta e tacchi.
L’idiota scala la cattedra.
Piccoli yuppies crescono.
Tanta retorica per un piattino di sushi.
Porto in eredità una finta passione.
Timide ribellioni per l’utilitaria sportiva.
Papà e mamma mi sono sviluppato.
Parole al microfono in fase anale.
Finiti i denti cosa sbiancherai giovane?
La sinistra si arma di pinzette per le sopracciglia.
1+1+1=0.
Cinesi si nasce americani si diventa.
Pillole di saggezza al 0,3 percento.
Oh Dio non so dove parcheggiare.

Dio invitato

Fu un anno
incredibile quello
fu l’anno
in cui le pecore
scesero dalle vetture
si tolsero gli zoccoli
e si misero i pedali
Dio da dietro
la tendina
si lagnava con gli ospiti
di loro.

Saggio

Maestro
non si era mai visto un saggio
con l’automobile ed un lavoro!
Il saggio si guardo attorno
e con un riso amaro disse ai discepoli:
infatti io non sono un saggio. Voi
mi considerate tale
ma la realtà è che anche io sono
una pecora.
Il saggio così dicendo andò via
e più tardi si seppe
che in un luogo nascosto
si tolse la vita.
Si Illuminò un pò fiocamente.

Infilare

Infilare
Un orso
In gola

Concertoooooo!

CRIMINALI

girato da Luca Saini – 

Il Concerto da vedere

ILVOCIFERO LIVE
iLVocifero2

IlVocifero presenta dal vivo il suo album di debutto,
«Amorte» (Niegazowana),
uscito il 27 settembre 2013
e prodotto da Fabio Capalbo e Walter Somà.

Il progetto è nato da un’idea di Walter Somà (già co-autore dei due album solisti di Stefano Edda Rampoldi) con Aldo Romano e Fabio Capalbo.

Al disco hanno partecipato anche ospiti speciali come Gionata Mirai (Il Teatro degli Orrori), Edda (ex Ritmo Tribale) e Dorina Leka (X Factor).

Nonostante il nucleo essenziale della band sia il trio Walter Somà, Aldo Romano e Fabio Capalbo, Somà ha deciso di non seguire la band sui palchi (anche se continua a seguire il progetto a livello organizzativo, decisionale e creativo).

Aldo Roman, voce
Fabio Capalbo, batteria

accompagnati da:
Marco Tessarin al basso
Daniele Soriani alla chitarra

IlVocifero live, di volta in volta, prevede l’aggiunta di eventuali ospiti che ruotano attorno al progetto: alcuni come l’arrangiatore e tastierista Carlo Sandrini o la cantante Paola Dilaila Colombo sono già comparsi (alla Cooperativa Portalupi di Vigevano e al Magnolia di Milano), altri compariranno nelle prossime date (Gionata Mirai, Edda, Dorina).

http://www.ilvocifero.it/

http://www.niegazowana.net
http://www.elisarusso.com

ILVOCIFERO BIOGRAFIA

Walter Somà (già co-autore dei due dischi solisti di Edda «Semper Biot», Niegazowana 2009 e «Odio i Vivi», Niegazowana 2012 vincitore del premio PIMI 2012 come miglior album solista e finalista al Tenco) contatta nel 2009 l’amico Aldo Romano, cantante conosciuto molti anni prima nella loro città d’origine, Torino. «Aldo canta la poesia più diretta e cruda che io abbia mai visto incarnata in persona», dice Walter. L’alchimia tra i due funziona istantaneamente e i brani prendono corpo e forma in maniera naturale e fulminea, partendo da delle improvvisazioni intense ed ispiratissime, intuizioni arrivate dall’alto e colte al volo senza che vi sia un lavoro di costruzione ed artificio. Nascono vere e proprie «composizioni per l’anima». Aldo canta e si dimena come un Nick Cave, abbaia e ulula come un cane randagio, decanta come un Carmelo Bene sotto assenzio, ammalia suadente (nelle «Ultime Parole»), accarezza come un «Alito» per poi assestare calci e pugni: reale come solo Vita, Amore e Morte sanno essere. Ancora Somà: «Aldo ha un forte spirito di provocazione, ma sostenuto da un pensiero. Non fine a sé stesso».
Aldo da anni ha scelto di vivere spesso da vagabondo, per strada. Per lui un modo di stare al mondo. Anche di questo trattano le canzoni.
In questi anni, Somà ha stretto un’intensa amicizia con Fabio Capalbo, regista (diversi videoclip all’attivo, tra cui Capossela, Verdena, Pacifico, Edda, Toni Bruna, Lorre, Egokid ecc), batterista e tra i fondatori dell’etichetta Niegazowana.
Somà e Capalbo decidono di produrre insieme il disco, costruendo un ambiente sonoro molto vario, anche per valorizzare le mutevoli caratteristiche vocali di Aldo Romano.

L’Ensemble Vinaccia, band vigevanese già attiva da tempo, ha suonato l’ossatura dei brani e segue dal vivo il progetto.

Gionata Mirai de Il Teatro degli Orrori ha suonato alcune parti di chitarra.
Come Mirai, molti altri hanno offerto il loro talento in dono a IlVocifero. Memorabili le voci di Edda e Dorina che si sono prestati per alcuni cori, vocalizzi e voci da capogiro.

In «Lucyd» Dorina, oltre che prestare la voce, ha contribuito a livello compositivo, firmando le musiche. Di questo brano è uscito un onirico videoclip girato e diretto da Fabio Capalbo:

Lucyd video:

«Se vuoi ti stupisco/ con il mio sangue misto»: «Amorte» è un album che sorprende, perché non c’è nulla di analogo nel panorama italiano. Difficile tracciare coordinate musicali di riferimento, forse perché IlVocifero dichiara guerra al genere (parafrasando «Nastro Solare») e quindi anche al genere musicale come categoria che incasella e imprigiona. C’è il folk, il rock, il blues, la psichedelia, ci sono gli archi, i fiati, le incursioni elettroniche, i toni colloquiali del cantautorato mischiati all’attitudine e al furore del punk, soluzioni musicali sperimentali e ricercate… tutto s’intreccia senza badare a regole e confini, lasciando che la Passione e la Musica assieme traccino nuovi sentieri, senza rifugiarsi nell’espediente delle strade già battute. «Amorte» è una solenne dichiarazione di libertà, a tratti disperata ma sempre fiera, a testa alta. «Amorte» è una benedizione ed una condanna, è un viaggio zingaro per tutti i coraggiosi che scelgono di guardarsi dentro, esistere e resistere. Dagli inferi al cielo, andata e ritorno. Un giro senza itinerario, ma non senza meta.

Evviva l’anima. E così sia.

OPEN ACT:
CASTELLAMEN
IL GRANDE RITORNO!

https://www.facebook.com/events/612572218862185/?context=create&ref_dashboard_filter=upcoming&source=49

Misurati e proporziona

E tu vedrai alle tre del pomeriggio
tre ragazze con il gelato
e tu avrai un’arancia pelata in mano
e tu guarderai loro le gambe
e le confronterai alle tue
tu saprai cosa è la ragione
E tu vedrai alle due del pomeriggio due uomini con le loro birre in mano
e tu avrai un’arancia pelata in mano
e tu sentirai il tono e le parole
dalle loro bocche
e le confronterai al tuo silenzio
tu saprai cosa è la ragione

Abbiamo vinto noi purtroppo

Abbiamo vinto noi purtroppo

Il Brek di via Roma

E’ giunta ora la notizia

che la NASA ha inviato

un messaggio dall’ umanità

alle remote galassie

in un codice numerico

il quale dovrebbe

essere in grado di comunicare

con altre civiltà in altri pianeti

su altre galassie.

Il messaggio recava:

“Spiccioli per comprare un panino?”

Epopea fritta

Bisogna che ci rassegniamo
I morti non possono morire

padre tu stai vivendo il tuo viaggio

padre tu stai vivendo il tuo viaggio,

e io pur non condividendolo come ti ho più volte detto,
lo rispetto.
io chiedo di essere rispettato tenendomi fuori dal tuo stile di vita e dalle tue scelte.
nonostante questo io mi pongo in attesa
attendo in pace il tuo ritorno ma non lo voglio forzare,
mi piacerebbe che tu tornassi solo quando pronto e in pace
a condividere le leggi, che anche se si vuole fare finta, esistono:
il padre resti padre, il figlio sia figlio.
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