Concertoooooo!

CRIMINALI

girato da Luca Saini - 

Il Concerto da vedere

ILVOCIFERO LIVE
iLVocifero2

IlVocifero presenta dal vivo il suo album di debutto,
«Amorte» (Niegazowana),
uscito il 27 settembre 2013
e prodotto da Fabio Capalbo e Walter Somà.

Il progetto è nato da un’idea di Walter Somà (già co-autore dei due album solisti di Stefano Edda Rampoldi) con Aldo Romano e Fabio Capalbo.

Al disco hanno partecipato anche ospiti speciali come Gionata Mirai (Il Teatro degli Orrori), Edda (ex Ritmo Tribale) e Dorina Leka (X Factor).

Nonostante il nucleo essenziale della band sia il trio Walter Somà, Aldo Romano e Fabio Capalbo, Somà ha deciso di non seguire la band sui palchi (anche se continua a seguire il progetto a livello organizzativo, decisionale e creativo).

Aldo Roman, voce
Fabio Capalbo, batteria

accompagnati da:
Marco Tessarin al basso
Daniele Soriani alla chitarra

IlVocifero live, di volta in volta, prevede l’aggiunta di eventuali ospiti che ruotano attorno al progetto: alcuni come l’arrangiatore e tastierista Carlo Sandrini o la cantante Paola Dilaila Colombo sono già comparsi (alla Cooperativa Portalupi di Vigevano e al Magnolia di Milano), altri compariranno nelle prossime date (Gionata Mirai, Edda, Dorina).

http://www.ilvocifero.it/

http://www.niegazowana.net
http://www.elisarusso.com

ILVOCIFERO BIOGRAFIA

Walter Somà (già co-autore dei due dischi solisti di Edda «Semper Biot», Niegazowana 2009 e «Odio i Vivi», Niegazowana 2012 vincitore del premio PIMI 2012 come miglior album solista e finalista al Tenco) contatta nel 2009 l’amico Aldo Romano, cantante conosciuto molti anni prima nella loro città d’origine, Torino. «Aldo canta la poesia più diretta e cruda che io abbia mai visto incarnata in persona», dice Walter. L’alchimia tra i due funziona istantaneamente e i brani prendono corpo e forma in maniera naturale e fulminea, partendo da delle improvvisazioni intense ed ispiratissime, intuizioni arrivate dall’alto e colte al volo senza che vi sia un lavoro di costruzione ed artificio. Nascono vere e proprie «composizioni per l’anima». Aldo canta e si dimena come un Nick Cave, abbaia e ulula come un cane randagio, decanta come un Carmelo Bene sotto assenzio, ammalia suadente (nelle «Ultime Parole»), accarezza come un «Alito» per poi assestare calci e pugni: reale come solo Vita, Amore e Morte sanno essere. Ancora Somà: «Aldo ha un forte spirito di provocazione, ma sostenuto da un pensiero. Non fine a sé stesso».
Aldo da anni ha scelto di vivere spesso da vagabondo, per strada. Per lui un modo di stare al mondo. Anche di questo trattano le canzoni.
In questi anni, Somà ha stretto un’intensa amicizia con Fabio Capalbo, regista (diversi videoclip all’attivo, tra cui Capossela, Verdena, Pacifico, Edda, Toni Bruna, Lorre, Egokid ecc), batterista e tra i fondatori dell’etichetta Niegazowana.
Somà e Capalbo decidono di produrre insieme il disco, costruendo un ambiente sonoro molto vario, anche per valorizzare le mutevoli caratteristiche vocali di Aldo Romano.

L’Ensemble Vinaccia, band vigevanese già attiva da tempo, ha suonato l’ossatura dei brani e segue dal vivo il progetto.

Gionata Mirai de Il Teatro degli Orrori ha suonato alcune parti di chitarra.
Come Mirai, molti altri hanno offerto il loro talento in dono a IlVocifero. Memorabili le voci di Edda e Dorina che si sono prestati per alcuni cori, vocalizzi e voci da capogiro.

In «Lucyd» Dorina, oltre che prestare la voce, ha contribuito a livello compositivo, firmando le musiche. Di questo brano è uscito un onirico videoclip girato e diretto da Fabio Capalbo:

Lucyd video:

«Se vuoi ti stupisco/ con il mio sangue misto»: «Amorte» è un album che sorprende, perché non c’è nulla di analogo nel panorama italiano. Difficile tracciare coordinate musicali di riferimento, forse perché IlVocifero dichiara guerra al genere (parafrasando «Nastro Solare») e quindi anche al genere musicale come categoria che incasella e imprigiona. C’è il folk, il rock, il blues, la psichedelia, ci sono gli archi, i fiati, le incursioni elettroniche, i toni colloquiali del cantautorato mischiati all’attitudine e al furore del punk, soluzioni musicali sperimentali e ricercate… tutto s’intreccia senza badare a regole e confini, lasciando che la Passione e la Musica assieme traccino nuovi sentieri, senza rifugiarsi nell’espediente delle strade già battute. «Amorte» è una solenne dichiarazione di libertà, a tratti disperata ma sempre fiera, a testa alta. «Amorte» è una benedizione ed una condanna, è un viaggio zingaro per tutti i coraggiosi che scelgono di guardarsi dentro, esistere e resistere. Dagli inferi al cielo, andata e ritorno. Un giro senza itinerario, ma non senza meta.

Evviva l’anima. E così sia.

OPEN ACT:
CASTELLAMEN
IL GRANDE RITORNO!

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Misurati e proporziona

E tu vedrai alle tre del pomeriggio
tre ragazze con il gelato
e tu avrai un’arancia pelata in mano
e tu guarderai loro le gambe
e le confronterai alle tue
tu saprai cosa è la ragione
E tu vedrai alle due del pomeriggio due uomini con le loro birre in mano
e tu avrai un’arancia pelata in mano
e tu sentirai il tono e le parole
dalle loro bocche
e le confronterai al tuo silenzio
tu saprai cosa è la ragione

Abbiamo vinto noi purtroppo

Abbiamo vinto noi purtroppo

Il Brek di via Roma

E’ giunta ora la notizia

che la NASA ha inviato

un messaggio dall’ umanità

alle remote galassie

in un codice numerico

il quale dovrebbe

essere in grado di comunicare

con altre civiltà in altri pianeti

su altre galassie.

Il messaggio recava:

“Spiccioli per comprare un panino?”

Epopea fritta

Bisogna che ci rassegniamo
I morti non possono morire

padre tu stai vivendo il tuo viaggio

padre tu stai vivendo il tuo viaggio,

e io pur non condividendolo come ti ho più volte detto,
lo rispetto.
io chiedo di essere rispettato tenendomi fuori dal tuo stile di vita e dalle tue scelte.
nonostante questo io mi pongo in attesa
attendo in pace il tuo ritorno ma non lo voglio forzare,
mi piacerebbe che tu tornassi solo quando pronto e in pace
a condividere le leggi, che anche se si vuole fare finta, esistono:
il padre resti padre, il figlio sia figlio.

Ma te lo vedi Budda che va dal dentista?

Paralisi Attiva

da Dio – profetico – esperienza
su Dio – teologico – istituzione
in Dio – fedele – oggettivazione del mondo
Per Dio – mistico – ?

Stupenda quella mattina

In cui di nuovo

Ti abita

La fiamma del discorso

Maturale

Insomma

Casca

La cascata
Della grazia
Su di noi
Per questo
Ci troviamo
Gambe all’aria
I piedi sono nudi
Così
Mandarini e arance
Alle narici
Appena appena
Argentino
Il fiato

Socrate

Dialoghi epocali al bar:
(1?) la sola cosa che so è di non sapere
(2?) ma di cosa stai parlando?
(1?) e mi piacerebbe saperlo

Fede

Non ho mai amato questa umanità
Non amo più questa vita
Io amo ormai solo Dio

Non ne ho timore
Solo questo ho: una preghiera

Ogni giorno

E’ esaudita questa preghiera

Poiché ogni giorno

Posso ripeterla questa preghiera

- fa che domani possa ritrovare il senso di questa preghiera -

Dove sarà dunque la mia gente?

Sarà difficile, ma sarà anche
Sempre più difficile
Atterrare sulle ginocchia
Mentre fa il buio
E la collina si sera,
Si annotta. Stare
In ascolto e pronto
Al dialogo, e non
Con le solite stelle
E neanche con il solito Dio
Che certo ascolta ma
Che ti individua sempre
Nel tuo sospiro ininterrotto.
Se continua così sarà
Sempre più difficile, ma sarà anche
Impossibile
Sperare che qualcuno passi
E si atterri
Pronto al dialogo
Di notte in collina
Amandoci per l’alba.
Più che gli occhi
Le orecchie
Vorrei spegnere.

M.L.M.

Continuo
A pensare
La prosperità
Come povertà
Di mezzi e tecnologia
Per tutti
Nessuno escluso
Anime ricche

Tonico

Tossiche
Le poesie
Del novecento
Fra virilismi
E verbalismi
Meglio
Stare qui
Ininterrotto
Sulle frasi
Nel non pensiero
Mai scritto
In-flusso.
Certo!

Storia

Il tempo
Non deve
Pensare
Per me
Come
Sempre
Anche io
Non penso
Al tempo

Poesia

La malinconia del materialista
È peggio.
Puzza di sesso.

Il libro da comprare

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